La soluzione finale
Per molto tempo abbiamo mantenuto la homepage “Chiarezza” fissa sul nostro sito: per consapevole scelta.
Eppure quanta acqua è passata sotto i ponti dal 15 febbraio (data della sua pubblicazione)!
Abbiamo resistito perfino alle pressioni ed alle sollecitazioni più che legittime dei nostri soci di avere notizie, di poter capire quanto stava accadendo.
Ma abbiamo deciso di aspettare:
· aspettare che si svolgessero le elezioni regionali senza interferire;
· aspettare che arrivasse a definizione la vicenda contrattuale;
· aspettare che si chiarissero le effettive intenzioni del Ministro e del Ministero (inteso come apparato burocratico dirigenziale) circa i Licei (quello Musicale e Coreutico, nello specifico);
· aspettare che fosse chiara anche la linea che la Direzione Generale del nostro comparto volesse intraprendere;
· aspettare di verificare se i nostri Direttori fossero davvero in grado di leggere adeguatamente dove il sistema stesse andando, elaborando magari una lucida exit strategy, visto che pare siamo tutti concordi a temere il peggio, una volta tanto occupandosi delle Istituzioni piuttosto che della loro permanenza sulla poltrona a qualunque costo;
· aspettare di vedere se e quando i nostri colleghi, in massa, si svegliassero dal torpore (in parte anche indotto) che li attanaglia, prendendo consapevolezza del delicato momento che stiamo attraversando;
· aspettare di verificare gli esiti di un lungo, appassionato, multiplo interloquire con parlamentari e politici di tutte le estrazioni teso a spiegare, far comprendere, rendere edotti, avvertire, invitare alla riflessione ed alla ponderazione nelle azioni da intraprendere.
Ora proviamo a mettere in fila i fatti e le risultanze, provando a spiegare ai colleghi ed ai cittadini italiani cosa sta per accadere e perché. Ma procediamo con ordine.
All'uscita del decreto sui Licei, la situazione era quella descritta nella citata, precedente nostra homepage: quanto accaduto ed attestato nell'ambito del convegno di Venezia dello scorso 6 febbraio, ci offre un punto di partenza certo. Le dichiarazioni del dott. Bruschi in quell'occasione chiarivano in maniera esaustiva il pensiero e le intenzioni del Ministro Gelmini.
Il Regolamento sui Licei, però, aveva delle criticità intrinseche, che, in un Paese normale, avrebbero comportato una fase (anche aspra) di dialettica politico-istituzionale che avrebbe trovato poi esito nella soluzione del problema.
In Italia, però, non funziona così.
Dette criticità, e l’urgenza invece di una immediata operatività del Regolamento, hanno scatenato gli appetiti, e allora: numero dei Licei che prima si abbassa a una decina (dai 40 previsti) e poi si impenna verso il limite massimo; standard di qualità della docenza prima assicurati e poi sacrificati sull'altare della riutilizzazione del personale risultante in esubero in esito alla stessa riforma delle Superiori; promesse, promesse, promesse alla moltitudine di giovani titolati aspiranti docenti che premono ai cancelli ormai prossimi allo sfondamento; classi di concorso per tutte le discipline e prospettive di nuovo reclutamento da mettere in capo alla parte Istruzione del MIUR (con tutto ciò che questo comporta): insomma euforia da nuova frontiera. E non si sa con quali e quanti soldi.
Degno coronamento del quadro, la prevista confluenza dell’AFAM nel comparto Scuola, conseguenza diretta della mancata equiparazione, anche soltanto giuridica, della docenza AFAM a quella universitaria. Tutto ciò conforta l'idea di una manovra messa in atto per arrivare alla “soluzione finale”: la completa definitiva omologazione dei Conservatori al “nuovo”comparto Scuola. Insomma, lo sfascio totale di un sistema che ha funzionato per secoli, la cui efficacia è testimoniata dalle generazioni di eminenti musicisti in carriera formatasi nei Conservatori e dal fatto che tuttora, giova ribadirlo con forza, i Conservatori sono le strutture di Alta Formazione che accolgono e formano più studenti stranieri di quanto non faccia qualunque altra Facoltà Universitaria: evidentemente all'estero ci riconoscono valore e capacità più di quanto non ce ne riconoscano in Italia.
E ci prende lo sconforto nell'osservare cosa sta accadendo in questo Paese trasformato ormai in un enorme suk in cui ciascuno contratta e vende (o svende) quello che è suo ed anche quello che non è suo. Ed è grave che tutto questo accada senza che chi di dovere vi ponga rimedio.
In questi lunghi mesi di interlocuzione, abbiamo avuto modo ed opportunità di esporre, argomentare, spiegare e proporre (e collochiamo tutti i documenti in ordine temporale nel forum sottostante accessibile a tutti con l'indicazione della data e del destinatario del documento) mantenendo fermi quattro obiettivi:
1. connotare ed argomentare l'atipicità del nostro percorso di formazione; la necessità che esso sia contestualizzato secondo il modello “bottega dell'arte” per essere efficace; la assoluta impossibilità di essere omologato ai percorsi degli altri ambiti della conoscenza; il nostro essendo incentrato sullo sviluppo di abilità e dunque collocato nella fascia d'età 6/7 - 18/19 anni, denotando una maggiore difficoltà ad acquisire ed automatizzare movimenti complessi man mano che aumenta l'età; quello degli altri ambiti essendo incentrato sulla acquisizione di competenze ulteriori di pari passo alla maturazione dell'individuo (è evidente la direzionalità opposta sull'asse “tempo/età”): da ciò deriva l'impossibilità di coniugare ed omologare i diversi ambiti;
2. la necessità di affrontare e declinare contemporaneamente la riconfigurazione dell'intero sistema della Formazione Musicale (dai corsi di base a quelli apicali) disegnando un impianto coerente, organico quanto agile e flessibile piuttosto che occuparsi di un solo segmento per volta per giunta con la necessità di collocarlo all'interno del mastodonte “scuola”;
3. l'opportunità di sancire a monte detta atipicità anche ridefinendo in coerenza il profilo giuridico della docenza, tramite il passaggio al regime pubblicistico del rapporto di lavoro; a questo proposito è opportuno rendere massimamente pubblico ed evidente che ogni nostra proposta non comporta costi aggiuntivi per lo Stato (chiunque può constatarlo leggendo i documenti resi disponibili nel forum sottostante);
4. la riorganizzazione e la razionalizzazione del sistema su base regionale o interregionale, ottimizzando le allocazioni e gli impieghi logistici, di risorse umane e competenze, l'efficienza gestionale, la qualità e disegnandone propriamente forma giuridica e governance.
Ringraziamo di cuore tutti gli interlocutori che finora ci hanno ascoltato e che hanno dimostrato concreta e fattiva disponibilità nei confronti della nostra causa.
Ai nostri soci ed ai colleghi che ci vorranno seguire promettiamo di dare battaglia e di non mollare: chiunque abbia deciso di ucciderci, dovrà farlo guardandoci negli occhi.